{"id":14265,"date":"2026-04-05T21:20:07","date_gmt":"2026-04-05T21:20:07","guid":{"rendered":"https:\/\/zorrosiciliano.me\/?p=14265"},"modified":"2026-04-05T21:20:08","modified_gmt":"2026-04-05T21:20:08","slug":"abuso-dei-termini-intimidazione-da-salotto-e-onorevoli-senza-onore-ecco-cosa-si-rischia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zorrosiciliano.me\/index.php\/2026\/04\/05\/abuso-dei-termini-intimidazione-da-salotto-e-onorevoli-senza-onore-ecco-cosa-si-rischia\/","title":{"rendered":"Abuso dei termini: \u201cintimidazione\u201d da salotto e \u201conorevoli\u201d senza onore. Ecco cosa si rischia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019uso disinvolto di parole grondanti sangue per le scaramucce di palazzo svuota di significato il termine \u00abintimidazione\u00bb. Uno scempio linguistico che si trasforma in un intollerabile schiaffo a chi le minacce dei clan le subisce per davvero sulla propria pelle.<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">Ormai basta un\u2019occhiataccia in Transatlantico, in aula consiliare, nei corridoi della sede comunale, un tweet un po\u2019 pi\u00f9 pepato del solito o un diverbio a favore di telecamera per far gridare i nostri prodi politici all&#8217;\u201d<em><strong>intimidazione<\/strong><\/em>\u201c. O, se la giornata \u00e8 particolarmente uggiosa e c\u2019\u00e8 da raccattare qualche titolo di giornale, al \u201c<em><strong>metodo mafioso<\/strong><\/em>\u201c. Se le suonano e se le cantano nei salotti tv, gonfiando il petto e atteggiandosi a martiri della democrazia, usando parole grondanti sangue come se stessero ordinando il caff\u00e8 al bar.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">Un vizietto, questo dell\u2019abuso di termini assonanti con il sistema mafioso, che fa il paio con la congenita allergia alla realt\u00e0 di qualcuno. Perch\u00e9 la realt\u00e0, quella vera e fuori dai palazzi, ci dice che&nbsp;<strong>le intimidazioni sono una cosa seria.<\/strong>&nbsp;E a subirle non sono i&nbsp;<em>capataz<\/em>&nbsp;di partito comodamente adagiati sulle poltrone, ma i funzionari locali, gli imprenditori e i testimoni. Numeri alla mano: ci sono&nbsp;<strong>oltre 5.700 atti minatori censiti tra il 2010 e il 2024.<\/strong>&nbsp;Il&nbsp;<strong>15\u00b0 rapporto di \u201cAvviso Pubblico\u201d<\/strong>&nbsp;ci ricorda, come un bollettino di guerra, che in questo Paese viaggiamo alla media di un\u2019intimidazione al giorno:&nbsp;<strong>381 all\u2019anno, con un bel rincaro del 4% nel 2024 rispetto all\u2019anno precedente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">Eppure, gli impareggiabili statisti&nbsp;<em>de noantri&nbsp;<\/em>continuano a starnazzare di \u201cmetodo mafioso\u201d con una leggerezza dialettica che fa rabbrividire.&nbsp;<strong>Offendendo, prima di tutto, le vere vittime della mafia e chi la combatte per davvero.&nbsp;<\/strong>La&nbsp;<strong>Corte di Cassazione<\/strong>, che diversamente dai nostri parlamentari sa pesare le parole, definisce l\u2019aggravante del metodo mafioso come \u201c<em>una condotta capace di evocare il potere intimidatorio di un gruppo criminale organizzato, basata su assoggettamento e omert\u00e0, anche senza appartenenza diretta all\u2019associazione<\/em>\u201c. Roba seria, che sfrutta la paura per coartare la volont\u00e0 a suon di estorsioni e violenze. Non la rissa da pollaio per un emendamento bocciato.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\"><strong>Sarebbe il caso di aprire il vocabolario, prima di spalancare la bocca.<\/strong>&nbsp;\u201cIntimidazione\u201d: \u201c<em>atto o parole di minaccia, che hanno lo scopo di incutere timore e costringere ad agire o a desistere da un\u2019azione con lo stimolo della paura<\/em>\u201c. Il timore stesso che in tal modo s\u2019incute in altri.&nbsp;<strong>Parliamo di paura vera<\/strong>, quella per l\u2019incolumit\u00e0 propria e dei propri cari. Bossoli nella posta, auto date alle fiamme, saracinesche crivellate. Non le chiacchiere politiche o il vittimismo d\u2019accatto. Il rischio di questo uso spregiudicato di vocaboli cos\u00ec pesanti \u00e8 letale: l\u2019assuefazione. A furia di gridare al lupo mafioso per ogni scaramuccia, si innesca l\u2019indifferenza, si alleggerisce il peso specifico dei termini, si snatura la gravit\u00e0 del fenomeno criminale.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\"><strong>Basterebbe un po\u2019 di decenza per ripulire la dialettica politica da questo scempio<\/strong>. Ma la decenza presuppone la responsabilit\u00e0, una virt\u00f9 ormai fuori moda. Un tempo chi aspirava a cariche pubbliche indossava la tunica bianca, simbolo di purezza. Alle origini del Regno d\u2019Italia, ai membri del Parlamento non veniva corrisposta alcuna indennit\u00e0, n\u00e9 stipendio n\u00e9 rimborso spese: il mandato era concepito come una funzione onorifica, un servizio pubblico gratuito per puro spirito civico.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">Poi \u00e8 arrivata la&nbsp;<strong>Costituzione della Repubblica<\/strong>, che all\u2019<strong>articolo 69<\/strong>&nbsp;ha sancito il diritto a una remunerazione stabilita dalla legge. Il fine era nobile: garantire l\u2019indipendenza del parlamentare, liberandolo dai vincoli economici esterni per permettergli di agire nell\u2019esclusivo interesse della comunit\u00e0. E in virt\u00f9 di questa dignit\u00e0, per distinguere chi serve il popolo con onore, \u00e8 nato l\u2019appellativo di \u201c<em><strong>onorevole<\/strong><\/em>\u201c. Un titolo oggi tragicamente abusato, esattamente come la parola \u201cintimidazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">Visti alcuni soggetti, sarebbe gi\u00e0 un miracolo se smettessero di svilire il vocabolario dell\u2019antimafia per coprire le proprie beghe di cortile, ricordandosi che della tunica bianca, di \u201conorevole\u201d, a questi non \u00e8 rimasto nemmeno il colletto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uso disinvolto di parole grondanti sangue per le scaramucce di palazzo svuota di significato il termine \u00abintimidazione\u00bb. 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