{"id":14311,"date":"2026-04-06T19:07:27","date_gmt":"2026-04-06T19:07:27","guid":{"rendered":"https:\/\/zorrosiciliano.me\/?p=14311"},"modified":"2026-04-06T19:16:35","modified_gmt":"2026-04-06T19:16:35","slug":"oltre-il-pregiudizio-e-la-cronaca-perche-ho-scritto-un-libro-sul-dramma-del-crack","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zorrosiciliano.me\/index.php\/2026\/04\/06\/oltre-il-pregiudizio-e-la-cronaca-perche-ho-scritto-un-libro-sul-dramma-del-crack\/","title":{"rendered":"Oltre il pregiudizio e la cronaca: perch\u00e9 ho scritto un libro sul dramma del crack&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In uscita a maggio &#8220;Crack, giovani, famiglie e dipendenze&#8221;. Una sfida alla pigrizia culturale dei nostri tempi, per non lasciare sole le famiglie nell&#8217;abisso della droga e richiamare l&#8217;informazione alle proprie responsabilit\u00e0.<\/h3>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">Il prossimo maggio presenter\u00f2 il mio primo libro, un volume di circa 350 pagine dal titolo inequivocabile: <em><strong>Crack, giovani, famiglie e dipendenze<\/strong><\/em>. Durante tutta la sua stesura, tra la ricerca delle fonti e l&#8217;ascolto di chi mi ha fornito spunti, dati, notizie ed esperienze, una domanda mi ha accompagnato costantemente e continua a risuonare nella mia mente ora che le correzioni sono quasi ultimate: <strong>chi lo legger\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">\u00c8 un interrogativo che nasce da un&#8217;amara consapevolezza: <strong>in Italia si legge poco<\/strong>. Il vero ostacolo \u00e8 una pigrizia culturale ormai endemica, alimentata dai social, dalla televisione e dal consumo compulsivo di video &#8220;fast food&#8221;, facili da ingoiare e da digerire.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\"><strong>Si tratta quindi dell&#8217;ennesimo libro sulla droga?<\/strong> No, l&#8217;obiettivo \u00e8 un altro. Ho scritto per parlare ai giovani e alle loro famiglie, troppo spesso lasciati soli nel momento in cui il mondo crolla e ci si ritrova addosso i pezzi senza avere il tempo di schivarli. Ma voglio rivolgermi soprattutto a chi si sente al sicuro, a coloro che si credono &#8220;immuni&#8221; dal dramma della dipendenza, per scuotere le loro certezze e spiegare la realt\u00e0 dei fatti.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\"><strong>C&#8217;\u00e8 poi un messaggio diretto ai miei colleghi giornalisti. <\/strong>Trattare di droga e dipendenze non \u00e8 una passeggiata: attira sufficienza e pregiudizio, spesso perch\u00e9 in molti parlano senza conoscere. Eppure, un tema cos\u00ec delicato, fatto di famiglie distrutte e giovani vite spezzate \u2013 specialmente dall&#8217;epidemia del crack \u2013 non pu\u00f2 essere liquidato con pressapochismo, scarsa informazione o relegato alla sola cronaca nera.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\">Presenter\u00f2 questo libro con l&#8217;entusiasmo della prima opera e la consapevolezza che leggerlo sar\u00e0, in fondo, una libera scelta. Ma il mio traguardo reale \u00e8 un altro: lanciare un messaggio capace di viaggiare nel tempo. Spero che questo intreccio di storie, dati e riflessioni continui a navigare nel mare delle vite future, finendo tra le mani di chi sapr\u00e0 coglierne il valore e, magari, trovarvi un appiglio utile.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:23px\"><strong>Vi  allego l&#8217;introduzione. Con la speranza di spiegarmi meglio&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tanto per cominciare\u2026<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019ignoranza non \u00e8 un vuoto passivo, \u00e8 un\u2019arma contundente. Non \u00e8 la semplice assenza di dati, ma la presunzione di giudizio. Alla base dell\u2019odio sociale non c\u2019\u00e8 quasi mai la conoscenza del nemico, ma la \u201cdistanza\u201d di sicurezza da cui lo si osserva. \u00c8 l\u2019arroganza di chi disquisisce del naufragio standosene all\u2019asciutto, infliggendo dolore a chi, in quel mare di fango, sta affogando davvero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Questa distanza non \u00e8 neutra: \u00e8 colpevole. \u00c8 un odio irresponsabile? Tutt\u2019altro. La responsabilit\u00e0 \u00e8 piena e risiede interamente nella violenza del parlare senza sapere. Razzismo, stigma sulla tossicodipendenza, omofobia, discriminazioni LGBT: cambiano i bersagli, ma il meccanismo \u00e8 identico. \u00c8 la difesa armata del perimetro della \u201cnormalit\u00e0\u201d, quel bagaglio velenoso di ci\u00f2 che si ritiene \u201cordinario\u201d e dunque accettabile. Chiunque esca da questo recinto statistico diventa una minaccia da abbattere, non perch\u00e9 sia pericoloso, ma perch\u00e9 \u00e8 incompreso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Bisogna per\u00f2 fare una distinzione tassonomica nel bestiario umano. Esiste l\u2019odio generato dalla pura cattiveria, quella che colpisce conoscendo perfettamente l\u2019anatomia della vittima ed i suoi punti deboli. Il sadico, il malvagio d\u2019indole, studia il bersaglio per massimizzare il dolore; la sua \u00e8 una crudelt\u00e0 lucida, quasi onesta nel suo essere fine a se stessa. L\u2019odiatore ignorante, invece, \u00e8 pi\u00f9 insidioso. \u00c8 un analfabeta dell\u2019empatia che spara nel mucchio convinto di difendere un valore. Il cattivo non ha bisogno di scuse; l\u2019ignaro s\u00ec. E la sua colpa \u00e8 imperdonabile perch\u00e9 aveva l\u2019obbligo morale di informarsi prima di aprire bocca, di accorciare quella distanza prima di giudicare. Invece ha scelto la comodit\u00e0 del pregiudizio, trasformando la sua pigrizia intellettuale in una sentenza di condanna per gli altri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Giuseppe Bevacqua<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In uscita a maggio &#8220;Crack, giovani, famiglie e dipendenze&#8221;. Una sfida alla pigrizia culturale dei nostri tempi, per non lasciare sole le famiglie nell&#8217;abisso della droga e richiamare l&#8217;informazione alle proprie responsabilit\u00e0. Il prossimo maggio presenter\u00f2 il mio primo libro, un volume di circa 350 pagine dal titolo inequivocabile: Crack, giovani, famiglie e dipendenze. 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