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Bimbo trapiantato morto a Napoli, Duomo di Nola gremito per funerali di Domenico. Meloni nella cattedrale

redazionevocedipopolo - Marzo 4, 2026
addio domenico

Al piccolo, di 2 anni e 3 mesi, era stato trapiantato un “cuore bruciato” lo scorso 23 dicembre. E’ morto il 21 febbraio dopo due mesi in coma farmacologico

Applausi, pianti e tanta commozione nella Cattedrale di Nola, dove si sono celebrati i funerali di Domenico Caliendo, il bimbo morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Il piccolo è deceduto lo scorso 21 febbraio ma la salma è stata liberata solo ieri sera, dopo l’autopsia.

“In questa chiesa cattedrale, casa comune, diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico è diventato figlio di tutti noi e se è vero che i figli sono ‘piezz e cor’, quello di ciascuno di noi, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia” ha detto nella sua omelia Monsignor Francesco Marino, Vescovo di Nola, con cui iniziano i funerali del piccolo Domenico Caliendo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivata poco prima dell’inizio delle esequie, si è accomodata in prima fila, dopo l’abbraccio alla mamma del piccolo Domenico, seduta accanto al presidente della Regione, Roberto Fico. Sullo stesso banco anche il prefetto Michele di Bari, il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

“Mi pare che Domenico ci parli ancora, continuando a incoraggiarci sul delicato tema della donazione degli organi” continua il vescovo di Nola. “La sua storia ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità. Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali – ricordiamolo sempre – sono delle eccellenze sanitarie”.

Tante le persone accorse ad abbracciare la mamma, che alla vista della bara alla camera ardente, è scoppiata in lacrime. I genitori in prima fila, sul lato destro della chiesa. Presente anche l’avvocato della famiglia della vittima, Francesco Petruzzi e il sindaco di Nola, Andrea Ruggieri. Sulla bara bianca del piccolo Domenico c’è la sua foto con un peluche. Nella cittadina campana c’è lutto cittadino.

“È un momento molto doloroso per tutta la comunità campana, per la città di Napoli, per la città di Nola, per tutta l’area metropolitana, è una situazione che ha colpito tutti per la perdita di questo piccolo angelo che è volato in cielo, adesso è il momento del cordoglio, anche della sobrietà, quindi ci vuole grande rispetto per il dolore della famiglia, poi le responsabilità andranno valutate nella sede opportuna, ci vuole grande senso di responsabilità, di sobrietà e di rispetto”, il commento del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, all’esterno della Cattedrale.

L’abbraccio della mamma alla direttrice del Monaldi

All’interno della Cattedrale, la mamma del piccolo, Patrizia Mercolino, ha abbracciato a lungo Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, a cui afferisce l’ospedale Monaldi, la struttura ospedaliera dove è morto il bimbo. “Nessuno lo dimenticherà, lo stiamo dimostrando con i fatti”, ha detto la direttrice dell’Azienda ospedaliera, mentre la mamma del bimbo ha ribadito più volte: “Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi”.

Il legale: “Esposto a Ordine medici per cardiochiurghi”

“In questo momento abbiamo inviato alle rispettive segreterie dei consigli dell’ordine di Cosenza e Benevento un esposto solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti”, ha detto intanto Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo, all’esterno della Cattedrale.

“Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo a oggi e che vada sanzionato disciplinarmente”, ha spiegato il legale.

“Siamo contenti – ha aggiunto – che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico e poi erano un po’ambigue le dichiarazioni rese dagli austriaci in merito. Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne ma questo lo diranno gli anatomopatologi che con tanta forza la difesa ieri ha cercato e ottenuto di far nominare all’interno del collegio di parte in quanto la difesa degli indagati ha cercato di estromettere il dottor Iacobelli dall’alveo del collegio difensivo”.

“Ci ha pensato però lo stesso medico legale del gip, che dopo che il gip aveva rigettato la nomina da parte della difesa di Iacobelli è stato lui stesso a chiedere in udienza l’ausilio di un anatomopatologo e quindi darci la possibilità di nominare anche noi un anatomopatologo. Gli esami degli anatomopatologi saranno fondamentali all’interno di questo incidente probatorio, perché loro vanno studiare al microscopio le lesioni sui tessuti dovute ai traumi”, ha chiuso il legale.

Il caso

Il bambino, di 2 anni e 3 mesi, era stato operato lo scorso 23 dicembre, ma a causa dello stato dell’organo impiantato le sue condizioni si erano progressivamente aggravate. Era rimasto per sessanta giorni in coma farmacologico. Il team di esperti aveva escluso il 14 febbraio la possibilità di un secondo trapianto.

Sul caso già l’11 febbraio la Procura di Napoli aveva aperto un’inchiesta sulla vicenda, arrivando a indagare sei persone per il reato di lesioni colpose. Secondo la ricostruzione, il cuore donato da un paziente di Bolzano sarebbe arrivato a Napoli ormai già danneggiato irrimediabilmente: per questo erano stati sospesi dal servizio due medici dell’equipe che ha effettuato il trapianto e la direttrice del reparto di cardiochirurgia e trapianti.

Il cuore trapiantato al piccolo avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica “comune”, a cui era stato applicato ghiaccio secco. Secondo una prima ipotesi, il problema non sarebbe tanto l’utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l’applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore.

Le parole della mamma: “Domenico è diventato un angioletto”

“Non dobbiamo dimenticare Domenico”. Sono queste le parole della mamma Patrizia lo scorso 21 febbraio, a poche ore dalla morte del piccolo Domenico. “Adesso è arrivato il momento della giustizia. Domenico se n’è andato, è diventato un angioletto”, ha aggiunto mamma Patrizia.

Il legale: “Ai periti 4 mesi per la relazione”

“C’è stata un’apertura grande sul dibattimento, non è stato il solito incidente probatorio, sono stati dati 120 giorni a partire da oggi ai periti per sviluppare la loro relazione, il rinvio va all’11 settembre 2026“, ha spiegato ieri l’avvocato della famiglia di Domenico, Francesco Petruzzi.

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