Messina, l’orrore dei minori venduti per l’azzardo e l’ignavia della politica
Quello a cui ho assistito oggi, guardando la diretta della Quarta Commissione, è motivo di vergogna e di profonda indignazione. Chi passa per la fatica e per il dolore sa perfettamente che quel che si è sentito proferire in quell’aula – ad eccezione di Don Basile e di Angelo Costantino – rappresenta il livello di indifferenza e di ignavia di alcuni che siedono in Consiglio Comunale.
Come si può avere l’ardire di parlare di Chiesa “ricca” che non dà ai poveri, quando proprio in Commissione e proprio poco prima sono risuonate sirene d’allarme che dovrebbero togliere il sonno a chiunque abbia una coscienza? Si è annunciato che a Messina esiste la prostituzione minorile. E che questo orrore si consuma anche nelle sale bingo e nelle sale scommesse, dove i ragazzi arrivano a vendersi pur di finanziarsi la possibilità di giocare.
Oggi sono state suonate le trombe del giudizio. Ma hanno risuonato nelle orecchie di chi, forse, non sa nemmeno di cosa si stia parlando. O peggio, di chi pensa che questo sia solo un problema di famiglie “ultime”, di casi disperati ai margini. Dimostrando di non aver capito assolutamente nulla. Colpevolmente.
È un tripudio di ignoranza e bassezza politica. Hanno usato l’occasione non per affrontare il vero dramma – il decadimento morale, la necessità di salvare la nostra gioventù – ma per fare ancora sfoggio di “progetti” superficiali e “soldi spesi”, incensando un’amministrazione priva di vera cultura della solidarietà.
Mi vergogno di Messina e di chi ha davvero colpa di tutto questo. Non le famiglie, Padre Amante, ma chi ha il potere di risolvere e si volta dall’altra parte con un mezzo sorrisino indignato, celando la propria ignoranza dietro l’arroganza. Un vuoto abissale, quello su cui i nostri giovani camminano nell’età più delicata, mentre chi dovrebbe proteggerli compromette il loro e il nostro futuro.
